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StartUps – Il futuro dell’Italia

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L’intero ecosistema dell’innovazione in Italia è denso di opportunità ancora inesplorate e, nel tempo, produce aziende  appetibili sui mercati europei ed extraeuropei.

Lo rivela la seconda edizione di “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who“, il progetto targato Italia Startup e Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, con il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico e il contributo di SMAU e Cerved Group.

Le startup innovative, quelle cioè che hanno come obiettivo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico,  registrano un incremento del 120% passando da 1.227 nel 2013 a 2.716 nel 2014. A crescere è anche il numero delle startup finanziate da investitori, passate dalle 113 del 2013 alle 197 del 2014.

Rispetto alla prima edizione è stato ampliato il panorama degli attori coinvolti: Bandi, piattaforme di Crowdfunding, Fablab, Hackathon e Corsi di formazione imprenditoriale.

Il 2014 rileva inoltre un interesse crescente da parte di nuovi investitori oltre a quelli istituzionali (banche, società assicurative, istituti di credito, holding finanziarie). Sarà, infatti, proprio il supporto economico fornito da soggetti non istituzionali come i business angel a coprire la metà degli investimenti complessivi.

In  questo quadro positivo, si inserisce la mappatura delle startup italiane dell’ICT – Information & Communication Technology – realizzata dalla Startup Europe Partnership (SEP), la prima piattaforma aperta europea finalizzata a sostenere la crescita e la sostenibilità delle startup in Europa, in grado di competere e raccogliere fondi a livello internazionale e globale.

Al settembre 2014, il rapporto registra 108 startup italiane promosse al rango di scaleup, ovvero le startup europee capaci di superare la cosiddetta “barriera early-stage” e avere ottime possibilità di diventare grandi aziende a livello internazionale.

Di queste, il 68% ha raccolto tra mezzo milione e 2,5 milioni di dollari, il 17% tra 2,5 e 5, l’8% tra 5 e 10 e il 7% oltre 10 milioni. I settori a più alta densità sono quelli dell’E-Commerce e dei servizi per le imprese (16%), seguiti da Software (12%) e Mobile (10%). Social, Digital Media e Pubblicità, invece, raggiungono insieme il 21%. Il restante 25% opera in altri settori.

Dalla mappa emerge anche che la maggior parte di ex “baby startup”, oggi promesse dell’ICT, seguono il “dual model”, cioè nascita in Italia e sviluppo negli Stati Uniti.

Startup Europe Partnership rappresenta una delle sei azioni per imprenditori web che sono stabilite nella comunicazione della Commissione Europea, “2020 Piano d’azione per l’imprenditorialità” (Commissione europea, gennaio 2012). Tra le azioni del SEP: stimolare gli studenti universitari ad avviare un business prima della laurea, preparare i laureati ad un mercato diverso, incoraggiare gli investimenti privati e istituzionali in startup, condividere le migliori pratiche di avvio per ridurre il divario culturale e favorire la reiterazione di esempi virtuosi. La mission del partenariato è che le aziende europee – grandi e medie dimensioni – così come le università europee e le comunità di investimento devono essere protagonisti attivi di questo processo (grazie a partnership commerciali e investimenti aziendali strategiche). Per sostenere l’iniziativa, è stato redatto il “manifesto per l’imprenditoria & l’innovazione per sostenere la crescita nell’UE”.

Promosso dalla Commissione Europea, SEP è guidato da Mind the Bridge Foundation, una fondazione non profit con sede in Italia e negli Stati Uniti, con il supporto di Nesta (fondazione del Regno Unito), e Factory, campus per startup a Berlino. Nel gruppo vi sono altri partner tra cui Cambridge University, la IE Business School, l’Università tedesca HIIG Berlin, gruppi bancari, grandi società telefoniche e il sostegno istituzionale della Investment Fund/Gruppo Banca europea per gli investimenti.

Tutti i dettagli sono disponibili nel rapporto di SEP “Mapping Italian ICT Scalesup

Fonte: http://www.cliclavoro.gov.it/

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