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12
APR
2016

E-commerce e privacy: tutelare i clienti nell’acquisto online

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privacyOggi realizzare un sito e-commerce è un’’opportunità di business da non sottovalutare in cui qualsiasi startup o attività imprenditoriale passa necessariamente per il web. Un sito e-commerce, si sa, è come un negozio fisico: esso non richiede minori attenzioni, minor cura, minori investimenti, anzi probabilmente ancora di più. Occorrono, infatti, preparazione e informazioni che lo rendano capace di suscitare la stessa fiducia che in un negozio sarebbe prodotta dall’apporto del commesso e dalla possibilità di poter toccare con proprie mani il prodotto.

I risultati della Ricerca 2015 dell’Osservatorio e-commerce B2C, promossa dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, dimostrano come nel mercato italiano il valore degli acquisti online ha raggiunto nel 2015 oltre 16,6 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto al 2014 (2,2 miliardi di euro).

Per quanto concerne il 2016 possiamo aspettarci di vedere un ulteriore rafforzamento di questo settore. La realtà della vendita online è destinata a crescere e consolidarsi sempre di più e proprio per tale motivo l’Ocse si è posto come obiettivo di rafforzare la fiducia dei consumatori in un mercato di e-commerce dinamico e complesso. Di recente, infatti, con la Raccomandazione sul Commercio Elettronicoadottata dall’Ocse si è previsto che gli  Stati dovranno aggiornare la normativa a tutela dei consumatori al fine di rispondere efficacemente ai rischi generati dalle nuove forme di commercio online (incluse quelle riferibili alle “app gratuite” e agli scambi diretti fra utenti, il cosiddetto peer to peer) e garantire alle transazioni su Internet lo stesso livello di protezione offerto al business tradizionale. In particolar modo si dovrà prestare maggiore attenzione alla corretta informazione dei consumatori per consentire loro di esercitare scelte consapevoli, alla riduzione del rischio del furto di identità, alla tutela dei pagamenti on-line.

A riguardo, nel lavoro di revisione della  Raccomandazione, il Comitato Ccp (Comitato per le Politiche dei Consumatori) dell’Ocse si è avvalso della collaborazione anche dello Spde (Gruppo di Lavoro Sicurezza e Privacy nell’Ambiente Digitale), di cui fa parte anche il Garante italiano per la protezione dei dati personali con funzione di vice-presidenza.

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