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30
MAR
2016

Il nuovo retail verso il digitale

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digital signage

La rapida adozione delle tecnologie mobili e dei dispositivi ha colpito tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana e ad oggi, non vi è dubbio che il retail stia attraversando un cambiamento epocale per effetto della diffusione di tecnologie e delle numerose e nuove esperienze d’acquisto all’interno dei punti vendita; a tal proposito, diverse sono le opportunità che la tecnologia offre per migliorare la shopping experience all’interno dei negozi al punto che non si è più in grado di definire cosa sia effettivamente un punto vendita: se prima il concetto di negozio fisico era molto lontano dall’idea di virtuale, oggi questa differenza non viene più colta da parte dell’addetto vendita e dal cliente che entra nel negozio; quello che invece fa la differenza dal concetto tradizionale di retail è il servizio che, nelle sue articolazioni, è la parte essenziale.

Robin Duke-Woolley, CEO di Beecham Research, sostiene che i punti vendita diventeranno sempre più intelligenti e interconnessi, nei quali forte sarà la presenza di chiostri interattivi e dove si alterneranno rivenditori fisici e virtuali. Inoltre, l’ospitalità e l’intrattenimento hanno alcune esigenze specifiche, perché non si limiteranno a vendere prodotti, ma offriranno diversi tipi di servizi.

Qui smartphone e tablet possono essere utili per i clienti per seguire i loro marchi desiderati, ma anche come fonte di informazioni. Altri strumenti per la visualizzazione dei prodotti includono schermi digitali, specchi virtuali, tavoli virtuali, manichini virtuali, realtà aumentata e le applicazioni mobili su tavolette. Molti sono gli esempi e alcuni mi hanno compito maggiormente:

I clienti all’interno del negozio Adidas a Londra attraverso un muro virtuale possono ottenere numerose informazioni sul prodotto selezionato e anche qualche curiosità (tipo quale sportivo lo utilizza per migliorare le proprie performance sportive).

digital experience

 

La francese Undiz Machine, catena di intimo del gruppo Etam, è un altro caso particolarmente interessante, perché adotta le tecnologie come touchscreen e tablet affiancando l’esplorazione dei prodotti fisici presenti a scaffale con quella digitale sull’assortimento completo. E c’è di più: le referenze non presenti in area vendita arrivano dal magazzino con un sistema simile alla posta pneumatica, con i prodotti che viaggiano dentro un sistema di tubi trasparenti dando un tocco davvero scenografico.

 

 

digital experience

 

Di recente in Italia anche OVS ha saputo sfruttare la tecnologia e l’Internet delle cose. OVS, infatti ha dato vita a  nuove esperienze fatte di virtual fitting room, magic mirror, servizio click & collect (ordine online e ritiro capi gratuito in negozio), la possibilità di collezionare virtual point con la OVSCard e pagare direttamente dal proprio smartphone. L’ultima idea è stata una sorta di caccia al tesoro o meglio ai prodotti, tramite gli smart wearable più noti: i Google Glass!

Questi sono alcuni esempi davvero unici e ciò che è assodato è che il processo di acquisto è un viaggio del consumatore verso il prodotto desiderato, in cui la figura del retailer si ingegna e trasforma la ricerca di un capo in una vera e propria esperienza.. anche detta, digital experience.